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Dalla Vetta al Deserto: adesso si fa sul serio

Quando mi sono iscritto al Tembaine Desert Rally, all’inizio l’avevo presa quasi come una sfida personale. Una di quelle idee che ti vengono in mente e che lì per lì sembrano anche divertenti: una bici, sei giorni nel deserto tunisino e la curiosità di capire fin dove sarei riuscito ad arrivare. Nella mia testa era una cosa abbastanza semplice: allenarsi, prepararsi e partire.

Poi però, come succede spesso, le cose hanno iniziato a cambiare da sole. Nel frattempo sono arrivati gli allenamenti fatti sul serio, le sveglie all’alba, i chilometri messi uno sopra l’altro e tutta quella preparazione che all’inizio guardi da lontano pensando che avrai tempo per affrontarla. Ma soprattutto hanno iniziato ad arrivare persone.

Persone che mi chiedevano come stesse andando, che seguivano questo percorso e che iniziavano a interessarsi a questa storia molto prima ancora della partenza. Poi sono arrivate realtà che hanno deciso di credere nel progetto e di accompagnarmi in questo viaggio. Sono arrivati gli sponsor, il sostegno, le collaborazioni e lì ho iniziato a rendermi conto che questa faccenda stava lentamente smettendo di essere soltanto una cosa mia.

È proprio da qui che nasce Dalla Vetta al Deserto. (Scopri di più sul progetto cliccando sul link)

Il nome in realtà racconta abbastanza bene quello che sta succedendo. Da una parte ci sono i luoghi che vivo abitualmente: le montagne, i sentieri, i boschi, le salite e tutto quello che per anni è stato il mio ambiente naturale. Dall’altra parte ci sarà il Sahara, un luogo che nella mia testa ha sempre avuto qualcosa di quasi irreale. Nel mezzo però c’è tutto il resto, ed è probabilmente la parte più interessante.

L’idea del progetto è raccontare quello che normalmente rimane fuori dall’inquadratura. Non soltanto i sei giorni di gara nel deserto, ma tutto il percorso che porta fino a quel momento. Ci sono gli allenamenti, la preparazione fisica, le difficoltà, le persone che stanno entrando dentro questa storia e tutte quelle cose che normalmente vengono dimenticate perché l’attenzione finisce sempre sulla partenza o sull’arrivo.

Dentro questo percorso c’è anche un altro aspetto che per me aveva un valore importante fin dall’inizio: usare un contesto come il Tembaine Desert Rally, che ha una forte esposizione internazionale, per dare visibilità a qualcosa che va oltre una semplice gara.

In questa avventura infatti c’è anche l’operato della ASD Babbobike, una realtà che da anni utilizza la bicicletta come strumento di aggregazione, condivisione e solidarietà. L’idea di poter portare questa esperienza dentro un contesto internazionale come il Tembaine significa creare un’occasione per raccontare e dare spazio a un lavoro che continua a produrre qualcosa di concreto nel territorio.

Dentro Dalla Vetta al Deserto c’è sicuramente lo sport, ma ci sono anche il territorio, la visibilità e la solidarietà. Ed è qui che entrano in gioco anche le aziende che hanno deciso di sposare questo progetto, sostenendo non soltanto una partecipazione sportiva ma anche l’attività della ASD Babbobike, che come ogni anno durante il Raduno Memorial Mauro Deloni devolverà il ricavato delle attività ad associazioni di volontariato operanti nel Valdarno.

Quando qualcuno decide di sostenere un progetto come questo non sta semplicemente mettendo un logo sopra una maglia o sopra una bicicletta. Sta contribuendo a qualcosa che prova a generare un valore che va oltre una gara e oltre una singola persona.

A loro che hanno deciso di credere in questa avventura va tutta la nostra gratitudine.

Sponsor che sostengono il progetto

Ed è probabilmente in questo momento che ho capito una cosa. Fino a poco tempo fa questa era una sfida che avevo lanciato a me stesso, una di quelle avventure che affronti quasi con leggerezza pensando: vediamo cosa succede. Adesso invece qualcosa è cambiato, perché quando qualcuno decide di credere in una tua idea e di investire tempo, energie e fiducia, smette di essere soltanto una cosa tua.

Non significa sentirsi improvvisamente un campione, perché quelli veri saranno nel deserto insieme a me e io continuo ad avere grande rispetto per chi vive questo mondo da anni. Significa semplicemente iniziare a comportarsi in modo diverso, con una disciplina diversa e con la consapevolezza che stai portando con te qualcosa che va oltre una semplice iscrizione a una gara.

Fino a ieri stavo ancora giocando.

Adesso si fa sul serio.

Continua…

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